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lunedì 30 novembre 2020

Bellezza, dove sei? Una domanda drammatica


Forse vi sembrerà strano parlare del declino della bellezza. Tutti noi diamo per scontato che la bellezza sia una cosa importante, sia qualcosa a cui non possiamo rinunciare. Eppure, vi sorprenderà, ma questo concetto non è in realtà così scontato. La bellezza è in grande crisi, spesso defenestrata laddove essa sarebbe di casa. Che sarebbe la nostra vita senza la bellezza? Pensateci bene, perché questa non è una prospettiva così lontana, purtroppo.

Io sono un musicista, e ovviamente mi cimento nel fare cose belle continuamente. A volte ci si riesce, a volte no, ma ci si prova sempre. Eppure anche in musica il criterio della bellezza è stato accantonato, per introdurre elementi che si basano più sull’ideologia, su alcune idee ritenute più importanti delle qualità diremmo estetiche dell’oggetto artistico. Ma così è accaduto anche per la scultura, per l’architettura, per la letteratura e via dicendo.

E non è stata risparmiata neanche la bellezza umana, quella che in fondo, se bene ci pensate, ha fatto girare il mondo fino a oggi. Mi fece sorridere un po’ di tempo fa sentire che in un concorso di bellezza, mi sembra Miss Italia, si dovevano considerare altre qualità intellettuali più che l’avvenenza fisica: ma è un concorso di bellezza! Si è giunti ad aver quasi paura della bellezza, come se essa fosse qualcosa di cui doversi vergognare.

Invece io sostengo che bisogna tornare alla bellezza estetica, all’apprezzamento per le forme perché sono esse che ci conducono alla sostanza. Bisogna saper apprezzare un bel quadro, un bel brano musicale, una bella donna, un bell’uomo, una bella città. Dovremmo riportare la bellezza al centro del discorso, perché solo attraverso di essa potremmo avere una vita più piena e con più significato. Per chi è credente, sappiamo che Dio è la somma bellezza. Quindi riappropriarci della bellezza è una missione teologica, divina.

Ma perché c’è questo declino della bellezza? Forse perché viviamo in un mondo impazzito, un mondo che rinnega la sua origine, i suoi valori, i suoi significati eterni. Un mondo che scivola verso la follia e non lo vuole riconoscere. Ecco che allora continuare a parlare di bellezza è una missione fondamentale, riportare l’arte al centro della nostra vita è un dovere imprescindibile.

La bellezza è ancora intorno a noi, siamo noi che non vogliamo più vederla. Ma ci sono anche tante persone che ancora lottano per la bellezza, che ancora la preferiscono al meramente funzionale. Poi, possiamo scoprire che la bellezza è anche funzionale, non è inutile. Un bell’oggetto deve naturalmente essere perfettamente adatto allo scopo per cui è stato fatto. Ecco perché esiste il design, l’applicazione di principi estetici a ciò che usiamo quotidianamente. Quindi se la bellezza viene fatto uscire dalla porta rientra da molte finestre… Ma quello che ci deve far preoccupare sono quelle ideologie che la avversano, che rendono difficile poter affermare quello che a tutti noi sembra così normale: abbiamo bisogno della bellezza, ora più che mai.

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